Metodi per Pianoforte I
La selezione di metodi per avviare piccoli allievi o adulti principianti allo studio del pianoforte rappresenta un momento basilare per la costruzione di un valido percorso d’insegnamento. La scuola, nell’ambito della sua pluriennale esperienza, suggerisce l’adozione di testi che stimolino la curiosità e l’attenzione dell’esordiente pianista: dai metodi contenenti estratti di noti motivi popolari che provocano nell’allievo un’immediata sensazione di soddisfazione, a quelli ricchi di colorate illustrazioni per i piccolissimi, senza trascurare i fondamentali aspetti nel presentare le varie nozioni e completezze della trattazioni. Si suggerisce inoltre lo studio di brani di musica d’insieme, che, non solo favoriscono la socializzazione, ma rappresentano una basilare esperienza formativa per lo sviluppo del senso ritmico e delle capacità di collaborazione/coordinamento con altri musicisti. Occorre infine ricordare che non esiste un metodo valido per tutti gli allievi, ma che è opportuno elaborare percorsi personalizzati, talvolta integrando materiale attinto da più raccolte per poter aspirare a risultati didatticamente ottimali.
Per i primi anni di studio pianistico, si consiglia l’adozione dei seguenti metodi:
- Metodo Bastien: particolarmente adatto per accompagnare i bambini (dai cinque ai nove anni circa) nel loro primo approccio allo strumento. E’ strutturato per allievi dai quattro (lettura senza pentagramma), cinque (posizione di do centrale), ai sette anni in poi (lettura con il pentagramma). Stimola la musicalità, proponendo melodie associate a parole da cantare e si caratterizza per la sua gradualità, introducendo difficoltà progressive, mai impreviste o inattese. La grafica è accattivante: i disegni colorati e i titoli dei brani catturano immediatamente l’attenzione e l’interesse del piccolo allievo. Il Metodo comprende vari livelli, si consiglia però l’adozione dei vari fascicoli “Piano” in contiguità con quelli di “Teoria” e “Performance”, per consolidare e rafforzare i concetti di base già appresi.
- Corso-tutto-in-uno (Metodo Alfred): ricco di divertenti illustrazioni, è adatto a bambini in età scolare che si avvicinano allo studio del pianoforte. Si caratterizza per progressività (i nuovi elementi sono presentati gradualmente, infatti si consiglia l’utilizzo di almeno i primi tre volumi per il periodo di studio iniziale) e completezza (un solo testo comprende nozioni di teoria, brani e semplici esercizi). E’ un metodo innovativo, dal repertorio gratificante, ma abbastanza elementare, quindi non idoneo ad allievi oltre gli otto-nove anni. Per principianti in età adulta è stato ideato il Corso-tutto-in-uno per adulti, dall’approccio molto graduale e completo, contiene, oltre a brani celebri in versione facilitata, anche elementi di teoria ed estratti di esercizi tecnici (es: Hanon) che permettono una compiuto apprendimento dei concetti basilari della musica.
- Poli il polipo: testo abbastanza complesso, adatto a ragazzi dagli otto-nove anni in su. Propone da subito l’accollatura e si sofferma a lungo sulla posizione di do centrale. Poco graduale, introduce tonalità e scale molto presto; è per questo necessario integrare il metodo con brani scelti da altre raccolte, come forma di consolidamento o integrazione di quanto già appreso.
- Il Musigatto: metodo graficamente accattivante, presenta un personaggio-guida (il gatto), che accompagnerà l’allievo alla scoperta del mondo del pianoforte. Le dimensioni del pentagramma e la chiara impaginazione agevolano la lettura, mentre i brani proposti risultano musicalmente gradevoli e stimolanti. L’aspetto carente del metodo risiede nella sua mancanza di completezza, ad esempio il primo volume affronta solo la posizione di do e do centrale. E’ un metodo abbastanza valido, da \integrarsi però con pezzi estratti da altre raccolte. Molto interessante è il terzo volume della serie, che si pone come un’ “antologia” di brani d’autore, accostati a esercizi e studi tecnici, molto utili per allievi che si trovano ad affrontare il tradizionale programma di conservatorio.
- Corso facilissimo di pianoforte (Metodo Thompson) : testo adeguato a bambini in età scolare, si articola in quattro volumi, arricchiti da simpatiche illustrazioni che stimolano la curiosità del piccolo allievo. Ciascun libro termina con un Diploma di Merito: un’importante gratificazione per lo studio condotto e forma di stimolo a continuare nell’impegno. Il metodo si connota per la sua gradualità, inserendo ogni nuovo elemento con cautela e permettendo un rafforzamento dei concetti compresi attraverso esercizi di lettura e scrittura inframmezzati ai brani. Di particolare pregio è l’attenzione che questa raccolta riserva alla tecnica pianistica, presentando sin dal secondo volume esercizi per la caduta, lo staccato di polso, l’articolazione.
- Little Piano School (Metodo Wright): è un primo metodo per insegnare musica ai gruppi di bambini in età prescolare (tre-quattro anni) attraverso il pianoforte e l’attività di gruppo. Si compone di un libro dell’allievo illustrato a colori, e di un libro-guida per insegnanti (e genitori), con le spiegazioni dei principi fondamentali, delle finalità del metodo, dei giochi e delle attività da realizzare in classe. E’ un testo molto innovativo perché consente a bambini piccolissimi di suonare prime melodie, grazie al fatto che ogni nota corrisponde a un colore diverso, permettendo inoltre di creare un laboratorio musicale dove i giochi sono inventati anche su stimoli dati dai bambini stessi. Un’importanza basilare acquistano la voce e il corpo come mezzo di comunicazione sonora e l’improvvisazione.
- Corso pianoforte- Lezioni (Metodo Aaron): testo adatto a bambini dai dieci-undici anni e ragazzi delle scuole medie, suggerisce brani alternati a pagine di teoria musicale e di esercizi scritti, arricchiti da qualche illustrazione in bianco e nero. L’esecuzione delle melodie risulta facilitata e agevolata da testi da cantare associati alla partitura, anche se non sempre il percorso proposto è graduale, poiché spesso presenta dislivelli di difficoltà (ad esempio, improvvisi spostamenti della mano già da pag.14!), richiedendo pertanto di essere completato con stralci tratti da altri metodi.
A quanto presente nel metodo prescelto, si possono accostare brani tratti da raccolte o altri testi:
- La scatola armoniosa di A.Trombone: valida raccolta di brani il cui senso musicale è suggerito da un titolo qualificante (es: “I soldatini passano” o “La Befana”) ; cura molto l’aspetto dinamico l’uso del pedale.
- Pian Pianino di J. Norris: si presenta come un metodo per i primi due anni di studio, ma, mancando di gradualità, è preferibile utilizzarlo come una semplice “antologia”, ricco di “pezzi da concerto”, correlati da un’introduzione, dove si esplicano la struttura del brano e le principali difficoltà da affrontare nello studio. Interessante risulta l’appendice finale sull’uso degli accordi, che avvicina l’allievo alle prime nozioni di armonia, nonché i numerosi brani a quattro mani, spesso versioni facilitate di pezzi celebri o d’autore.
- Piccola tastiera di V. De Lisa: raccolta concepita per bambini, è priva di illustrazioni, ma offre brani piuttosto stimolanti, la cui idea musicale, espressa nel titolo, ben si concilia con la melodia e il ritmo (es: “Il treno fa tun-tun” o “Avanti saltellando”).
- Scuola preparatoria op.101 di F. Beyer: tradizionale metodo per pianoforte, che ottiene ancora oggi un inspiegabile successo: i brani sono musicalmente poveri, mai preceduti da un titolo né correlati a immagini o illustrazioni, principalmente scritti in chiave di Sol, al punto che l‘introduzione, a metà libro ,della chiave di Fa risulta un’imprevista difficoltà per il piccolo allievo. Si consiglia pertanto di adottare soltanto taluni studietti dal Beyer, utilizzando parallelamente un metodo meno obsoleto e più stimolante per i bambini.
Produzione di R.Vinciguerra (I preludi colorati, Tempi moderni..): pezzi gratificanti e divertenti, molto apprezzati dai giovani pianisti perché ispirati alla musica moderna, pop, jazz, medievale o a composizioni d’autore, ridotte in facili versioni (Il mio primo pianoforte).
In supplemento ai brani offerti dal metodo o, completato quest’ultimo, come prosecuzione dello studio per gli allievi a un livello più avanzato (dal secondo-terzo anno di studio) si inserisce gradualmente il repertorio del tradizionale programma di conservatorio:
- Bartok Mikrokosmos (1°-2° fasc.): metodo pianistico sperimentale, entrato nella pratica didattica, è ben strutturato, presentando brani vicini a modi gregoriani, popolari iugoslavi o ungheresi, con un ordine che procede secondo un graduale aumento di difficoltà.
- Piccioli Antologia pianistica (1°-2° vol.): raccolta particolarmente completa, contiene esercizi tecnici, studietti e brani d’autore di ogni epoca (dal barocco al contemporaneo).
- Cesi-Marciano Antologia pianistica per la gioventù (1° vol.): raccolta di pezzi di noti compositori d’ogni tempo, consigliata soprattutto per la sua gradualità: partendo da semplici minuetti di Diabelli, melodie mozartiane e pezzettini di Clementi arriva a proporre sonatine di matrice classica.
- Bach Il libro di Anna Magdalena e Il mio primo Bach: principali raccolte di semplici brani bachiani.
- Vacca Il mio primo barocco: stupenda raccolta di brani del periodo barocco, richiama partiture cembalistiche, del tutto mancanti di segni dinamici o di portamento (talvolta anche di abbellimenti). Contiene brani celebri (come la Sarabanda di Handel o il Minuetto in Sol di Bach) e altri meno noti, ma molto utili per avvicinare il piccolo allievo alla musica dell’epoca, anche grazie all’inserimento di pezzi di clavicembalisti italiani, quali Galuppi o D.Scarlatti. Brani tratti da:
Schumann Album per la gioventù
Kabalevski Avventure di bimbi Op.89 e 24 pezzi Op.39
Per quanto concerne gli studi, si suggerisce l’adozione dei seguenti testi:
- Czernyana: raccolta di studi di C. Czerny, curata da A.Longo, molto graduale e completa, permette il consolidamento della precisione tecnica e lo sviluppo dell’agilità.
- Douvernoy Scuola primaria op. 176
- Vacca Uno studio tira l’altro: raccolta concepita per bambini di età scolare, comprende serie di studi, ognuna atta a sviluppare una certa abilità (es: suonare le terze, le seste, le scale),correlando ogni pezzo all’immagine di una simpatica formica che seguirà l’allievo nel corso di tutto il testo, divertendolo e stimolandolo a proseguire nello studio.
Con riguardo alla musica d’insieme, in particolar modo all’esecuzione a quattro mani, si consiglia l’uso di raccolte quali:
- C. Baratt Piano Duets (I-II fasc.): serie di brani elementari, che si adattano a bambini e ragazzi anche nel primissimo periodo di studio pianistico, risultando particolarmente graditi e gratificanti perché ripropongono spesso motivi popolari (ad es: “Au clair de la lune”) o facilitazioni di pezzi noti e d’autore.
- A.Diabelli Pezzi melodici op.149: idonei per allievi di cui uno si trova a livello più avanzato, si svolgono in diverse tonalità e prevedono varie combinazioni ritmiche, legate alle danze cui si ispirano (polacca, ungherese..).
- R. Vinciguerra A quattro mani nel blu e A quattro mani nel 2000: raccolte di brani adatti a bambini e ragazzi, si mostrano appaganti e soddisfacenti per chi le esegue, rimanendo vicine alla realtà della musica moderna.